Architettura valenciana

Chiunque avrà l’onore di visitare Valencia, si troverà di fronte un mixage di espressioni artistiche e architettoniche di massimo pregio. In linea di massima, ciò può essere riconducibile all’altrettanta varietà di popoli che, nel corso dei secoli, si sono avvicendati.

Il breve percorso attraverso i secoli parte dal periodo basso medievale. In questo segmento storico si sviluppò fortemente lo stile gotico, con le peculiarità delle latitudini mediterranee. Con fabbriche proiettate fortemente verso l’alto, ma più alla conquista di soluzioni orizzontali. Alcuni studiosi riconducono il vigore artistico del Duecento come la giusta celebrazione alla cacciata dei Mori, da parte dei regnanti castigliani. La costruzione più rappresentativa è il Palazzo della Seta.

Nei secoli successivi, le forme e le espressioni artistiche seguirono le vicissitudini storiche e religiose. In particolare, si distinse per la lotta fratricida tra Protestanti e i sostenitori della Chiesa cattolica. Quest’ultima incoraggiò lo stile barocco, caratterizzato per abbondanti, spesso eccessive, pomposità e abbondanze dei particolari. Architetture che fanno capo alla Basilica in Plaza de la Virgen o alla porta principale della Cattedrale di Valencia.

Con il passare dei secoli, i gusti artistici mutarono in funzione dei nuovi equilibri economici. Una spiccata evoluzione verso i modelli borghesi in tutta Europa, che qui favorì un moto inverso di contestazione. Nello stesso periodo di quello che si definisce la Belle Epoque francese, in tutta la Spagna si diffuse l’architettura modernista.

Il Modernismo lambì anche i territori valenciani, con lasciti piuttosto importanti: si pensi all’area dell’Eixample. Sempre nella medesima zona si colloca la stazione ferroviaria, eccellente esempio architettonico prima che edificio ferroviario. Le caratteristiche principali sono la creatività nell’elaborazione delle forme estetiche, in netta contrapposizione con la più sobria e funzionale edilizia industriale. Nuovo spazio alla genialità e a un rinnovato senso estetico.

L’ultimo segmento architettonico coincide con la storia attuale e l’immediato futuro. Valencia tiene particolarmente a questo modus vivendi, con uno sguardo al domani, attraverso eccellenti opere come la Città della Scienza. La mente creativa è quella di Calatrava, eclettico architetto. Entrare nella Ciudad vuol dire rifugiarsi in un mondo a sé; altre opere in corso di costruzione, con il medesimo stile espressivo, sono il porto della città e lo stadio di calcio. Attualmente, Valencia rappresenta uno degli avamposti dell’architettura postmoderna, facendone una bandiera distintiva in Spagna e nel resto d’Europa.

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